Soffi

Mario Crispi si cimenta da vari anni in performances in Italia ed in Europa in solitaria collegando i suoi strumenti arcaici a fiato a computers e microprocessori e da questo tipo d’esperienza nasce il progetto Soffi ovvero un “indagare” di mondi indefiniti attraverso strumenti musicali e arnesi che trasformano aria, vento e respiro in molteplici sonorità e timbriche.

Partendo da queste basiMario Crispi, la ricerca di Soffi si espande nel senso espressivo cercando, attraverso le sonorità suggerite dagli strumenti utilizzati, di descrivere territori sconosciuti ma ugualmente possibili, dando stessa importanza a computers e flauti ancestrali, e mantenendo quel ruolo dello “strumento" subordinato alla creatività ed al simbolismo senza voler perseguire alcuna esaltazione fine a sé stessa della tecnologia. L’idea di realizzare una performance in chiave di “one man band” nasce quindi dall’esigenza di portare per mano l’ascoltatore in questa dimensione solitaria dell’esploratore, che contiene fascino ed insidie contemporaneamente, verso un “divenire continuo” d’orizzonti e confini incessantemente attraversati come condizione emulativa di venti che soffiano in tutte le direzioni.

La performance consiste in un concerto in cui le tecnologie esecutive arcaiche degli strumenti primitivi utilizzati si mescolano all'uso di computers. Questi ultimi sono dedicati sia al campionamento sonoro in tempo reale (cioé registrando le frasi musicali appena suonate e restituendole all'ascolto immediatamente dopo), sia all’armonizzazione (creando voci e sdoppiamento della melodia eseguita in intervalli scalari), sia al processamento del suono (compressori, filtri, echi e reverberi che, modificando la natura stessa del suono, creano spazialità e profondità diverse da quelle originarie). Inoltre alcuni degli strumenti a fiato sono suonati con la respirazione circolare, tecnica di respirazione continua, che permette al suonatore di eseguire melodie ad libitum senza dove interrompere il suono per prendere fiato.Mario Crispi

La strumentazione utilizzata nello spettacolo é composta prevalentemente dai seguenti strumenti a fiato arcaici:
whirlies (tubi armonici a rotazione)
ney (flauto obliquo persiano, turco e arabo),
kaval rumeno (flauto a becco invertito gutturale),
selijefløyte lappone (flauto ad amonici naturali),
bansuri indiano (flauto traverso di bambù),
duduk armeno (oboe popolare a tonica bassa),
morcheng indiano (scacciapensieri in ottone),
didjeridoo australiano (risuonatore armonico delle labbra e modificatore della voce),
launeddas sarde, arghoul egiziano (entrambi clarinetti popolari),
quena boliviana (flauto a tacca),
sikus andino, nai rumeno (flauti di pan di canna),
bummulu (orcio di terracotta),
flauto traverso ad imboccatura modificata

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